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Europa . Europe  
11 dicembre 2017

Non è lecito togliere la vita a nessuno!

3° Incontro dei Consulenti Giuridici delle Conferenze Episcopali d’Europa Lussemburgo, 10-12 dicembre 2018

Lussemburgo, 11 dicembre 2018 – “La Chiesa, nei Paesi europei, non vuole cadere nel peccato d’omissione e d’indifferenza, tralasciando le sue responsabilità pastorali e rimanere un semplice spettatore di un processo in marcia condotto da alcuni dirigenti politici, ma sente il dovere di dare il suo contributo cristiano a condividere un destino di sviluppo e di pace di tutti i popoli del continente”, quanto ha dichiarato S.E. Mons. Augustine Kasujja, Nunzio Apostolico in Lussemburgo intervenendo ieri pomeriggio in apertura del 3° Incontro dei Consulenti giuridici delle conferenze episcopali in Europa.

L’incontro, promosso dal CCEE, si svolge in Lussemburgo su invito dell’Arcivescovo locale, S.E. Mons. Jean-Claude Hollerich. Nella tre giorni di lavoro (10-12 dicembre), i consulenti giuridici di 19 Paesi si confronteranno tra l’altro sulla regolamentazione attorno al cosiddetto “fine vita” e alle migrazioni.

Per il Nunzio Kasujja, “Prima che sia troppo tardi, il futuro dei valori etici, morali e della giustizia relativi alla vita della persona umana, la famiglia, l’accoglienza dei migranti, la protezione dell’ambiente e del clima mondiale, ecc… esige e non deve escludere il contributo di tutti, soprattutto della Chiesa e dei suoi Pastori”.

Aprendo i lavori dell’incontro, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, ha ricordato come, “la vita è un dono di Dio il cui valore e la cui dignità viene dal fatto di essere voluta ed amata da Dio non dipende da qualche criterio di utilità o da un sentimento. Siamo, quindi, chiamati ad amare, difendere e a promuovere la vita a tutti i livelli e in ogni fase dell’umana esistenza.” Da qui l’accorato appello del Presidente del CCEE: “Non è lecito togliere la vita a nessuno. Nessuna autorità terrena ha diritto di decidere se una persona può togliersi la vita, e tanto meno farsi parte attiva in questo tragico proposito”. Per il Cardinale Bagnasco, “siamo in un tempo dove nessuno può ritenersi spettatore. Siamo chiamati a pensare e a capire, anche a livello delle leggi, ciò che di buono si può migliorare e a cercare di impedire che siano fatte leggi che – diventando mentalità generale – cancellano i criteri morali fondamentali. Non di rado vediamo che ciò che è cattivo è permesso o promosso, anche se, alla radice, non rispetta la persona umana”.

 
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